
Nel cuore di Pizzo Calabro, a pochi passi dalla piazza panoramica, la Chiesa del Purgatorio è uno dei luoghi più particolari e suggestivi della città. Conosciuta anche come “Chiesa dei Morti”, custodisce storia, arte sacra e una cripta seicentesca che racconta un volto più nascosto e intenso della tradizione religiosa calabrese.
La Chiesa del Purgatorio, insieme all’Oratorio dell’Arciconfraternita di Maria SS. delle Grazie, forma un complesso religioso unico nel suo genere a Pizzo Calabro. L’edificio è conosciuto anche come “Chiesa dei Morti”, perché in passato era legato alla commemorazione dei defunti del 2 novembre, prima dell’istituzione dei cimiteri moderni. La chiesa fu fondata nel 1651 dalla classe dei marinai e dei pescatori e conserva ancora oggi un forte legame con la storia popolare e religiosa della città. All’interno si trovano stucchi, arredi sacri, stalli in noce massiccio di manifattura locale, un organo del XVIII secolo e opere di artisti legati al territorio, tra cui Carmelo Zimatore, Diego Grillo e Brunetto Aloi. La facciata è arricchita da opere in ceramica in stile Della Robbia, realizzate dall’artista pizzitano Giovanni Curatolo. L’elemento più singolare è però la cripta, scoperta casualmente nel 1973 durante lavori di rifacimento della pavimentazione. Vi si accede dalla sacrestia attraverso una botola e una ripida scaletta. Al suo interno si trova una tomba di scolo dei frati Pasqualini, risalente al XVII secolo, scavata nella roccia e costruita a forma di torre cilindrica. È un luogo forte, non adatto ai visitatori più impressionabili, ma capace di raccontare una pagina autentica e poco conosciuta della spiritualità e delle antiche pratiche funerarie del territorio. Consigli Wedei Da visitare durante una passeggiata nel centro storico di Pizzo, magari abbinandola al Castello Murat, alla piazza panoramica e al borgo antico. È consigliata a chi ama i luoghi insoliti, la storia locale e le testimonianze più autentiche della Calabria. Prima della visita è preferibile verificare l’apertura o informarsi localmente, perché l’accesso alla cripta e agli ambienti interni potrebbe non essere sempre disponibile.
Via delle Grazie
Pizzo Calabro